Ristorante Bazzini

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Ristorante Bazzini – The NeverEating Story a Canneto Pavese. E’ sempre difficile raccontare una storia che inizia nel 1938, anno in cui la Famiglia Bazzini, all’ombra del campanile della Chiesa dei SS. Marcellino Pietro ed Erasmo, in quel di Canneto Pavese, aprono la classica bottega di paese, che negli anni, grazie a Bruno e Giorgio Bazzini si è trasformata definitivamente in ristorante, divenendo in poco tempo méta enogastronomica riconosciuta a livello nazionale tanto da essere inserito nelle attività storiche di Regione Lombardia. Siamo certi di non sbagliare nel dire che Bruno e Giorgio Bazzini hanno fatto un pezzo di storia della ristorazione dell’Oltrepò Pavese; due fratelli, tanto diversi quanto simili, che sono riusciti a trasmettere al locale la loro personalità, il loro modo di essere. Bruno, per gli amici “Bazz”, simpatico ed eclettico appassionato di automobili e rally; Giorgio più riservato e pacato dedicato completamente alla cucina, ma che entrambi hanno profuso nel locale tutte le energie sino a dicembre 2016. Una decisione difficile e sofferta quella dei fratelli Bazzini di lasciare il ristorante in gestione, un’eredità difficile che hanno raccolto Mariella Mariotti e Riccardo Rezzani consapevoli di dover proseguire una tradizione enogastronomica importante, nel dare continuità ad un mito come il Ristorante Bazzini di Canneto Pavese.

Il 19 maggio del 2017 Mariella e Riccardo aprono il nuovo corso del ristorante, ma chi sono i nostri eroi? Mariella Mariotti, bronese, è sempre stata affascinata dal mondo della ristorazione e del vino; presso la Cantina Ballabio di Casteggio per anni è stata la coordinatrice di eventi e cerimonie, si è occupata poi per qualche anno della tracciabilità e certificazione biologica dei vini per Valoritalia presso il Centro di Riccagioia a Torrazza Coste. Queste esperienze le hanno permesso di specializzarsi nell’accoglienza e sulla conoscenza più profonda della produzione vitivinicola oltrepadana. Riccardo si avvicina alla ristorazione grazie alla sua attività con Generali Assicurazioni. Strano? Riccardo spiega che Generali ha “un ramo agricolo”, GenAgricola. Visitando le tenute agricole che fanno parte del patrimonio immobiliare della compagnia Triestina, si avvicina all’agricoltura, al prodotto tipico della terra vedendo nell’attività ristorativa la possibilità di promuovere e proporre i prodotti tipici dell’Oltrepò, primo fra tutti il vino. Un’allettante ed intrigante sfida che Mariella e Riccardo hanno accettato con impegno!

Il recupero del locale è stato realizzato riadattando tutto quanto era già presente ed esistente e se pur si presenta completamente rinnovato, conserva lo stile sobrio ed elegante del “Bazz”. Dobbiamo dire che il tocco di una donna si percepisce sin dall’ingresso, tutto si presenta in modo ordinato con stile ed eleganza. Da apprezzare come detto il recupero dei materiali esistenti, che un sapiente restauro hanno dato nuova vita al locale, restando sempre e comunque un “covo” di ricordi. Il locale ha conservato l’ingresso bar come sempre e si articola in due salette e una sala più ampia. Una saletta si affaccia sulla vetrata del dejor esterno, dove è possibile pranzare e cenare durante le serate estive.

Ho pranzato pochi giorni fa al Ristorante Bazzini con Riccardo Lagorio, giornalista delle riviste Dove e Italia da Gustare. Se abbiamo apprezzato gli antipasti, la pietanza e il ricco dessert, il primo piatto è quello che ha lasciato il segno. Da sempre il Ristorante Bazzini è conosciuto per i “Bata Lavar” che tradotto letteralmente significa “batte il labbro”. I “Bata Lavar” sono dei grossi ed irregolari ravioli tipici di Canneto Pavese, che vanno mangiati rigorosamente in brodo, un brodo possibilmente di gallina; sono talmente grandi che quando si mangiano viene spontaneo aspirarli, cosicchè il raviolo “batte il labbro”, da qui il nome. Ho apprezzato prima di tutto la pasta, di un giallo carico di uova, perfettamente al dente, con i bordi quasi croccanti. Il ripieno esprime un sapore delicato dove si percepiscono tutti gli ingredienti, dove nessuno copre l’altro; si sente il gusto della carne brasata, la morbidezza del pan grattato e del parmigiano, ma anche tutte le sfumature delle spezie. Non vi nascondo che di tutti i ravioli che ho assaggiato, questo è l’unico, per consistenza e sapore, che mi ricorda quelli che preparava mia mamma solo nei giorni di festa. Qui al Ristorante Bazzini i “Bata Lavar” li troverete sempre e se poi fosse di vostro gradimento potete aggiungere al brodo un goccio di vino rosso – magari di Buttafuoco – e avrete così i “Bata Lavar” in “surbir”, un vecchia tradizione contadina della Pianura Padana. Un plauso va allo Chef, Silvio Zanaboni, che cura la linea di cucina, che pur rimanendo saldamente ancorata ai prodotti più tipici e tradizionali dell’Oltrepò Pavese, vengono cucinati e presentati con gusto e ricercatezza. Superfluo aggiungere che il servizio in Sala, oltre ad essere curato da attenti camerieri, vede sempre la presenza di Mariella e Riccardo, pronti a raccontare le preparazioni dello Chef. Circa 75 etichette, rigorosamente dell’Oltrepò Pavese, accompagnano le portate del menù. Non c’è null’altro da aggiungere, se non quasi d’obbligo una sosta al Ristorante Bazzini di Canneto Pavese.

Patrizio Chiesa – Il Narratore

Ristorante Bazzini – Via Roma, 11, 27044 Canneto Pavese
Telefono: 0385.88018 –  www.ristorantebazzini.com

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