Lino Maga Barbacarlo. Dopo la puntata numero zero di Buon Appetito Oltrepò alla Trattoria Fugazza, avrei dovuto iniziare il mio “girovagare gastronomico” nei ristoranti, trattorie, locande e agriturismi dell’Oltrepò Pavese, ma… ma non ho saputo rinunciare all’invito di Valerio Bergamini, per sabato 11 marzo, in occasione di una degustazione di cinque annate di Barbacarlo; essere uno dei fortunati era troppo allettante per rinunciare, pertanto la prima puntata di Buon Appetito Oltrepo è ancora rimandata. Penso che molti di voi abbiano visitato la bottega di Maga Lino, o meglio, come lo chiama Valerio Bergamini “Il Signor Barbacarlo” che poi è il titolo del suo libro dedicato a questa leggenda vitivinicola nazionale, libro che trovate in vendita sul sito www.guidandocongusto.com in accoppiata con la guida Guidando con Gusto, ed è proprio dalla bottega di via Mazzini, a Broni, che inizia, in un sabato primaverile di marzo, la visita al Barbacarlo. Se molti, penso tutti gli altri fortunati sono giunti in macchina, io sono arrivato a piedi abitando a solo cinquanta metri da questo tempio del vino. Ad aspettare gli amici, gli ospiti c’è proprio lui, Maga Lino, che insieme a Carlo Boatti, al di là della loro produzione vitivinicola, ritengo le due “memorie storiche” più illuminate di tutto il territorio, non solo per la realtà “enoica” che rappresentano, ma anche per la loro estrema intelligenza, saggezza e acume nella vita, nella storia dell’Oltrepò Pavese. Varcare la soglia del negozio sembra di attraversare lo stargate; il tempo sembra essersi fermato a cinquantanni fa, la poca luce che entra dalle porte finestre dona ancora più fascino a questo luogo addobbato di bottiglie e fotografie, dove, vi sembrerà strano, anche la polvere sembra avere un valore importante e dove Maga Lino ti aspetta con l’inseparabile sigaretta sempre accesa, dove entri con rispetto e in silenzio, un silenzio che riesci ad ascoltare, almeno questa è la mia intima sensazione.

Fino al 2000 era proprio nel cortile della bottega, nell’annessa cantina, che veniva prodotto il Barbacarlo sin dalle origini, quando questa parte della via Mazzini, a Broni, era la prima periferia del centro. Chissà quanti di voi hanno recitato – e forse canticchiato – la strofa “…ma per le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor dei vini…” potendo solo immaginare “l’anime a rallegrar”, io invece ho potuto sentire nell’aria il “ribollir de’ tini” del Barbacarlo; si sentiva nell’aria il profumo del mosto, tant’è che mio suocero spesso esordiva, in perfetto dialetto bronese, “àl Barbäcàräl là cümìncià a mustà”. E’ una di quelle sensazioni olfattive indelebili nella mia memoria che rappresentano un tratto di storia della mia vita bronese, una sensazione che porto con me con estremo orgoglio. Ora lascio che sia Valerio, accompagnatore in questo appuntamento con la storia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese, a riassumere “l’anima” del “Signor Barbacarlo”. “Il vino è una cosa seria. Lino Maga, anzi Maga Lino (perché come dice lui nella parlata dialettale prima viene il cognome e poi il nome, ma anche perché Maga Lino fa rima con “vino genuino” come diceva Giuàn Brera) è un giovane del ’31 che ha fatto 79 vendemmie. E’ l’anima dell’Oltrepo Pavese, un patrimonio inestimabile di una terra un po’ scontrosa ma generosa e sincera e il Faro che la illumina da 85 anni. E’ un contadino che ama la terra e la sua terra , quella delle colline di Broni e come i contadini è di poche parole . I suoi ritmi sono compassati proprio come quelli della natura che non ama la fretta e i suoi racconti sono intercalati da lunghi silenzi che ti preparano all’emozione della parola che si rivela sempre dirompente e spesso con una sottile vena d’amarezza. Staresti delle ore a sentire la sua parlata calma e flemmatica con l’immancabile MS (pacchetto giallo) perennemente accesa che avvolge con il suo fumo le luci e le ombre di un’esistenza battagliata. E’ un uomo buono, sapiente, coraggioso, appassionato di una purezza quasi infantile che reca il segno di una fedeltà a un ideale anzi a un sogno, perseguito per un’intera vita che si chiama Barbacarlo.

Il Barbacarlo è un grande vino. E quando si pensa ad un grande vino ti vengono in mente subito il Barolo,il Barbaresco,l’Amarone,il Brunello o i grandi bordolesi. Il Barbacarlo è altrettanto grande ma con una particolarità in più . Mentre di Baroli ce ne sono tanti, di Barbareschi ce ne sono tanti, di Brunelli ce ne sono tanti, di Barbacarlo ce n’è uno solo e si fa in un unico cru su una collina di Broni che si chiama Barbacarlo. Un pezzo di terra donato da un certo Maga Carlo ai nipoti. I nipoti quando andarono a registrare l’atto di donazione dal notaio vollero chiamare quel pezzo di terra col nome dello zio Carlo e siccome zio in dialetto si diceva Barba, diventò la collina di Barbacarlo. Dal 1886 il vino che si fa con le uve di quella collina si chiama Barbacarlo. Il Barbacarlo è un grande vino, basti pensare che nel luglio scorso, in occasione della festa per i 50 anni dalla fondazione dell’AIS, è stato il protagonista assoluto. Durante i tre giorni di festa ci sono state degustazioni,assaggi,verticali dei migliori vini del mondo e la verticale che ha chiuso i tre giorni di festa, il gran finale riservato a soli 100 tra i migliori sommelier del mondo è stata fatta con 6 annate di Barbacarlo. Lino Maga e il Barbacarlo sono le stesse facce di un’unica medaglia. Lino ha chiamato la sua azienda “Azienda Agricola Barbacarlo”. Non sono tanti quelli che possono permettersi di chiamare la propria azienda col nome del proprio vino.” “Lino Maga e il Barbacarlo sono le stesse facce di un’unica medaglia” e sta proprio qui “la leggenda” di Lino Maga e del Barbacarlo, una persona e un vino che si fondono in un unica entità inscindibile ed è questa l’eredità importante, carica di responsabilità, che Lino lascerà al figlio Giuseppe, che continua nella produzione del Barbacarlo e che incontreremo più avanti in questa fantastica giornata. Ma alla bottega, oltre a Valerio, incontro anche un caro amico produttore – Fabio Marazzi della Cantina Scuropasso – e ci sentiamo subito lusingati, ed anche un po’ importanti, quando Lino ci apre il Barbacarlo 2015, che lui stesso definisce “bambino” proprio perchè ancora troppo giovane ma che a noi già piace tanto e Fabio, usando un termine più che mai sintetico ed immediato del dialetto bronese, “l’é armandulà”, riassume quanto di più equilibrato, morbido, profumato si possa trovare e provare quando si porta al palato un vino!

Dopo questo primo assaggio ci trasferiamo tutti nella nuova Cantina, posta sulla S.S. Pavese, arrivando da Pavia prima di giungere a Broni, quando la periferia del paese diviene campagna. Qui Giuseppe, figlio di Lino, ha costruito la nuova cantina, dove, sempre sotto il controllo del papà, continua la storia e la produzione del Barbacarlo e prima di accompagnarci nella sala della degustazione ci intrattiene raccontandoci cosa NON è cambiato negli anni nella sua azienda, dove tutto viene fatto come un tempo, dove il vino è vino, vino vero, il frutto che la terra esprime anno dopo anno, senza nessun intervento esterno, ma semplicemente quello che la terra, la vigna, l’uva riesce ad esprimere quando si versa nel bicchiere il Barbacarlo. Forse sta proprio qui il segreto di questo vino; l’amore per la terra, che Lino, che Giuseppe, riescono a trasmettere con il loro prodotto, senza nessun altro artificio, ma semplicemente trasformando l’uva in vino. La nuova cantina interrata ospita le vecchie o addirittura vecchissime botti di rovere dedicate ognuna a persone care legate alla famiglia Maga dove avviene la fermentazione dei mosti e la svinatura e il successivo imbottigliamento, l’invecchiamento e lo stoccaggio delle bottiglie. Il vino viene imbottigliato già nella primavera successiva alla vendemmia con la luna buona ed è per questo che si porta dietro la possibilità di una rifermentazione in bottiglia visto che, essendo ancora in evoluzione, può non averla ancora svolta completamente. Al piano terra rialzato, dove ci accomodiamo per la degustazione, ci accoglie un ampio salone con delle vetrate a vista sulle colline, sul Monte di San Contardo ed è proprio lì… da qualche parte… che si trova la “collina del Barbacarlo”, nulla è lasciato al caso, chi visita la cantina può ammirare le vigne che producono questo vino unico!

Cantina Barbacarlo del Cav. Lino Maga
Cantina Strada Pavese 3 a Broni
Negozio via Mazzini a Broni
Tel. 0385.51212

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