In merito all’articolo di Davide Bortone pubblicato su Vini al Supermercato al link http://www.vinialsupermercato.it/bottiglie-aperte-il-vinnaturista-sangiorgi-spara-a-zero-sui-vini-convenzionali/ pubblico una mail che il 26.11.2016 avevo indirizzato ad alcuni produttori presenti ad una degustazione di vini naturali la sera del 25.11…

Per un po’ si può stare anche zitti, ma poi quando qualcuno passa il limite della decenza e del rispetto, non riesco più a tacere. Premetto che ringrazio subito V.B. degli EnoCuriosi per avermi inviato alla serata di ieri sera presso l’Enoteca Regionale di Lombardia a Cassino Po, era da diverso tempo che non accettavo un invito ad eventi “enoici” e devo ammettere che faccio fatica a scrivere quello che tra poco leggerete, ma il Signore di ieri sera, per me, ha passato la misura. Premetto anche che non sono ne un enologo, ne un enotecnico, ne un grande bevitore di vino e nemmeno un esperto, pertanto ciò che sto scrivendo potrebbe essere tutta m.r.d.
Ho avuto la sensazione di ritrovarmi in una sorte di setta, enoica logicamente, con un mago, uno stregone, un pastore anglicano, che predicando cercava di imbesuire i presenti con l’intento di fargli credere che quello che avevano nel bicchiere fosse il vero vino, il vino naturale, l’unico vino che possiamo bere poiché il resto è merda, merda si ha usato proprio questo termine, imbarcandosi poi in paragoni al quanto fantasiosi e assurdi, arrivando al punto di chiedere ai presenti, in modo ironico certo, chi avesse il coraggio di mangiare i loro stessi escrementi.

Tutto questo filosofeggiando letture di quel poeta e di quell’altro scrittore che sinceramente, ma questo per la mia profonda ignoranza, non ho capito bene cosa centrassero con il vino. Pur capendo, fino ad un certo punto, sempre perchè sono un povero ignorante, che il vino è qualcosa di vivo, sempre in trasformazione, non riesco però ad immaginarlo come un’entità divina come qualcuno ieri sera ha cercato di far credere. Un pastore anglicano che cercando di smontare le mode enoiche degli ultimi 30 anni, lui stesso ne crea una, molto peggiore, quella forse cara ai nuovi eno chic – stretti parenti dei radical chic – che hanno scoperto come ultima tendenza il vino naturale, naturalmente quello che professa lo stregone, magari insieme alla cucina vegana.

Questo Signore, che pretende tanto che venga rispettato il suo credo sul vino naturale e si permette di chiamare merda tutta l’altra produzione mi sembra quando maleducato e forse un tantino più ignorante di me, che logicamente non sono forbito come lui, e che certo non voglio nemmeno essere, con quel fare suo da incantatore di serpenti. E poi… e poi quello che mi ha stupido di più è vedere così tanti produttori, oltrepadani, seri, capaci, ma che forse producono merda? Merda che io bevo. Produttori che non hanno detto nulla… che facciamo tutti vini naturali? Forse si, ma non certo con le tecniche esposte dai tre produttori in degustazione, poiché, ripeto non sono un esperto, ma se per il Sancta Sanctorum del vino naturale “il resto è merda” i vini assaggiati facevano cagare. Certo secondo me. E potete anche dissentire, ma per me erano veramente oltre il limite della bevibilità, anche dal punto di vista salutistico.

Inoltre. Nel titolo del convegno veniva citata la parola “coscienza”. Bene in questa parola si può riassumere la responsabilità che ha qualsiasi persona che produce qualcosa, cibo o bevanda, che poi gli altri ingeriscono. Allora prima si deve avere una coscienza salutistica di quello che si propone, nel confezionare, non quello che fa meno male, ma quello che assolutamente non deve fare male a chi poi introdurrà dentro di lui qualcosa che io ho fatto e manipolato. Ma oltre alla mera esigenza nutritiva vogliamo parlare anche della piacevolezza? Dobbiamo per forza mangiare e bere male per star bene? Per non aver malanni? Non posso parlare di vino, ma di cibo si. Anni, per anni ho visto cucinare e preparare pietanze, pietanze che poi portavo ai tavoli, pietanze che io stesso avrei mangiato e che ho proposto proprio perchè ero sicuro di quello che proponevo ed offrivo. Ed erano pietanze anche buone. Chi cucinava si limitava ad usare nuove tecniche di cottura, con forni e fuochi particolari che rendevano le stesse pietanze, con gli stessi prodotti, diversi, migliori, semplicemente più buoni, e forse anche più sani. Nel vino è la stessa cosa, immagino. La coscienza del produttore è alla base di un prodotto naturale e di qualità. Non è detto che se pigiamo l’uva con i piedi, non rabbocchiamo le botti in fermentazione, ecc. sia solo questo il modo di produrre vino naturale. Il vino naturale è anche quel vino prodotto con la tecnologia ad esempio del freddo.

Così dopo il bio, visto che ormai troppi produco bio, si sono inventati il naturale, che vuol dir tutto e nello stesso tempo niente. Qui i casi cono due. O io di vino, negli ultimi 30 anni non ho mai capito e imparato nulla, oppure qualcuno vuol far passare EVIDENTI DIFETTI come pregi, difetti alquanto sgradevoli, almeno al mio palato, che a me, e forse solo a me, fanno passare la voglia di bere un buon bicchiere di vino. Difetti che son quasi convinto che oltre ad essere sgradevoli, son certo siano anche poco salutisti per chi li ingerisce. Vorrei mettere davanti a questo Sancta Sanctorum del vino naturale, in degustazione alla cieca, 10 campioni ossidati… riconoscerebbe quelli naturali? Possiamo dire che in un vino ci può essere un’ossidazione buona e in un altro un’ossidazione cattiva? Possiamo dire che l’ossidazione di un vino naturale è interessante e gradevole e l’ossidazione di un vino industriale no? Industriale. Anche questa parola, se non sbaglio, è comparsa nel discorso. Ma ieri sera, fra tutti i produttori presenti, c’era qualcuno che produce vino in modo industriale? Non mi sembrava proprio. Cerchiamo di fare le dovute precisazioni e puntualizzazioni per favore. Ci saranno i vini naturali, i vini industriali ma anche una vasta panoramica di produttori che si posizionano nel mezzo e che fanno dei vini naturali in coscienza, con la loro coscienza. Stendo un velo pietoso su colui che ha parlato degli abbinamenti.

Forse mi sono dilungato troppo. Ieri sera i “vini naturali” hanno fatto un autogol impressionante. Qualcuna pensava di scuotere le coscienze? Secondo me qualcuno ha mancato di rispetto non solo ai produttori presenti ma anche agli organizzatori della serata, che devo dire è stata più che mai organizzata bene e nei dettagli. Concludo semplicemente dicendo VINI NATURALI? PER ME, NO GRAZIE.

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