“I VILLANI”di Don Pasta. Ieri pomeriggio, 2 dicembre, ho partecipato alla visione della proiezione, presso il Teatro Carbonetti di Broni, al docufilm “I VILLANI” di Don Pasta al secolo Daniele De Michele, che ho conosciuto nel 2015 in occasione dell’allora OltreVini. Con “I VILLANI” Don Pasta aggiunge alle sue attività – performer, dj, economista, “attivista del cibo” e scrittore – anche quella di autore e regista del film che in 76 minuti racconta quattro storie popolari di cibo, pesca, agricoltura e allevamento dal Trentino alla Sicilia, con la straordinaria partecipazione di Lino Maga, in qualità di voce narrante, che con il suo classico tono vocale lento e pragmatico, crea un filo conduttore fra le quattro storie.

E’ stato un piacere rivedere Don Pasta dopo tre anni e ricordare lo spettacolo organizzato per OltreVini e farmi raccontare i suoi sforzi per realizzare questo docufilm, che è la sintesi della sua filosofia di vita, legata soprattutto al cibo, alla terra, come forte collante sociale e culturale e percepire tutta la positività e l’entusiasmo che riesce a trasmettere.

Devo essere sincero nel dire che qualche dubbio all’inizio mi era sorto. Non avrei voluto trovarmi davanti all’ennesima proiezione che banalmente racconta di territorio, di enogastronomia, di tradizioni, di ricette in un periodo il cui il “naturale”, la “narrazione territoriale”, lo “storytelling” sono divenute mode piuttosto che un veicolo per trasmettere emozioni vere. Un dubbio che ho iniziato a fugare da subito quando Don Pasta, salito sul palco prima della proiezione, ha raccontato che “VILLANI” deriva da un termine francese che tradotto significa “contadini senza padrone”.

“I VILLANI” è impossibile raccontarlo, bisogna vederlo. Quello che esprime, o meglio quello che ho percepito, è il forte legame dell’uomo con la terra, con il lavoro, creando quella simbiosi che diviene “stile di vita”, riconoscendo alla terra, al mare, all’allevamento il ruolo primario per la sopravvivenza stessa dell’uomo, terra e mare che si animano, che prendono vita, condividendo la quotidianità con uomini e donne che ne riconoscono il valore, rispettandoli e accudendoli.

E devo essere sincero, mi sono sentito un po’ “villano” anch’io, perchè guardando la proiezione ho fatto un salto indietro di 40 anni, ho ricordato che diversi passaggi della proiezione, da ragazzo, li ho vissuti, vissuti allora anche con un poco di vergogna perchè sembrava un modo di vivere lontano dalla realtà, da quello che tutti abbiamo chiamato progresso. E’ stato emozionante rivere quei momenti riconoscendosi nelle immagini che scorrevano e prendere coscienza che non sono riuscito a fare tesoro di quelle esperienze, alcune volte rifiutandole, spesso non capendone l’importanza ma l’emozione più grande è stata riconoscere ne “I VILLANI” di Don Pasta parte dello stile di vita di mia mamma e mio papà. Forse molti di noi hanno dimenticato che il loro vissuto non è solo storia, ma esperienze che andrebbero rivalutate e raccontate.

In un periodo in cui tutto è un artefatto creato dal mondo digitale, dai social, “I VILLANI” di Don Pasta sono un momento di riflessione di dove ci sta portando la ricerca spasmodica di un qualcosa che non esiste nemmeno, in un momento dove i rapporti sociali vengono solo strumentalizzati ad uso e costume di interessi personali, dimenticando quanto sia importante l’essere radicati con la terra, con la propria terra, soprattutto in una paese come l’Italia in cui le tradizioni agricole sono state stili di vita… e siccome sognare non costa ancora nulla chissà che non si possa realizzare “I VILLANI DELL’OLTREPO’” quale memoria storica del territorio.

Purtroppo per il momento “I VILLANI” non è in proiezione nelle classiche sale. E’ possibile seguire le proiezioni negli appuntamenti presenti al sito http://www.donpasta.com/i-villani/ . Se ci fosse qualche ente interessato alla proiezione può rivolgersi direttamente a ZaLab – http://www.zalab.org/ – che distribuisce il docufilm. Essendo prodotto da RAI Cinema, vista la tanta spazzatura trasmessa in tv, chissà che qualcuno non decida di trasmetterlo sulle rete RAI…

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *