…E MENTRE NOI CONTINUIAMO A FAR PAROLE… I NOSTRI VICINI FANNO I FATTI…

Lo sappiamo che l’Oltrepò, turisticamente parlando e non solo, è distaccato anni luce da altri territori similari che hanno fatto del turismo una risorsa importante, ma ancor più doloroso e mortificante quando il territorio si trova a pochi km. Consiglio la lettura http://www.ilpiacenza.it/attualita/confermata-la-stella-michelin-a-piacenza-come-meta-turistica-nel-2018-8-di-arrivi.html per rendersi conto di quanto sia ancora distante l’orizzonte per l’Oltrepò Pavese da una visione turistica d’insieme, di sistema, che concorre alla creazione dell’identità turistica del territorio.

“…Destinazione Turistica Emilia – prosegue il Sindaco – è nata dalla capacità di fare sistema e di rendere esperienza positiva la competizione che si è creata dalla triplice candidatura a Capitale italiana della Cultura 2020. Da subito i 3 territori hanno inteso collaborare per favorire ricadute positive sull’intera area dell’Emilia occidentale, incrementando il numero di turisti e visitatori… …La Cartoguida Michelin che viene presentata oggi è un prodotto di altissima qualità, che parte dal prodotto food, eccellenza del territorio, ed è un ulteriore tassello in questo percorso di crescita comune”. Forse in Emilia hanno capito che solo facendo rete, sistema, accantonando i personalismi delle singolarità, si possono ottenere risultati importanti.

Verrebbe da chiedersi cos’ha l’Oltrepò da invidiare al Piacentino? TUTTO.

L’Emilia, e il più vicino Piacentino, hanno saputo evolversi e valorizzarsi prima di tutto dall’interno con una buona viabilità e un buon decoro urbano, con l’organizzazione di eventi dignitosi, hanno capito cos’è la comunicazione e come farla, hanno ricapitalizzato e rivaluto le risorse storiche e culturali e soprattutto hanno capito che la promozione non passa solo attraverso quattro fette di salame e un bicchiere di vino, ma deve coinvolgere in un unico canale storia, cultura, tradizioni, ambiente ed enogastronomia. L’OLTREPO NO.

E hanno capito che unendosi e creando l’ente adatto – “Destinazione Turistica Emilia” – si possono ottenere risultati importanti. Hanno capito l’esigenza “di fare rete” attorno alle risorse presenti per creare e presentare l’identità turistica del territorio. L’OLTREPO NO.

L’Oltrepò è strano. Vogliamo parlare di turismo quando non esiste perchè semplicemente non riusciamo a crearlo. Proviamo a pensare alle risorse (leggesi denaro). Al comparto turistico arrivano risorse da progetti trasversali, da progetti socialmente utili, da Piani di Sviluppo Rurale, ecc. ma nulla che sia di competenza di un vero e proprio ente turistico, e i bandi c’erano e ci saranno, ma l’Oltrepò rimarrà sempre fuori perchè non esiste l’ente preposto a parteciparvi, pertanto per la promozione turistica rimangono gli “scartini” di altri progetti che sicuramente, e giustamente, non hanno nei loro obbiettivi il comparto turistico, oppure, come è avvenuto recentemente, risorse per cercare di smuovere questo immobilismo, risorse sono state indirizzate ai comuni che vivono di un individualismo sfrenato, dividendo il territorio in feudi, non solo politici ma anche geografici; mi fa sorridere l’idea di aver tramutato l’Alto Oltrepò in Appennino Lombardo, una logica che non capisco, forse.

E ancora. “Destinazione Turistica Emilia” dimostra che la volontà di strutturare turisticamente un territorio deve partire da una volontà pubblica e politica con il successivo coinvolgimento delle imprese. Forse una politica pubblica nuova e diversa da quella che per anni gestisce l’Oltrepò, che ha funzionato sin quando c’erano quelli che comandavano veramente ma che ora è alla deregulation.

E poi ci sono le strade, il decoro urbano, i servizi, superfluo entrare nel dettaglio. E ancora, parliamo di sentieri, sono adeguatamente segnati? Sono puliti? Parliamo di monumenti, sono visitabili? Sono segnalati? Parliamo di prodotti tipici, quanti e quali eventi sono organizzati per la loro promozione? Dove e come? Prima di parlare di promozione con progetti “ognuno fa per se” è indispensabile creare le basi per un ente territoriale che prima di tutto abbia un’azione di coordinamento con tutte le risorse, un ente che dovrà essere riconosciuto e legittimato dal territorio e dagli organi regionali e che abbia successivamente le capacità di definire e promuovere l’offerta turistica territoriale.

Però in una cosa siamo esperti. Siamo esperti nelle parole, fiumi di parole parlate e scritte in infiniti convegni, congressi, tavoli e tavolini, che non portano nulla se non a riempire pagine di report. E mentre gli altri fanno i fatti noi facciamo parole. Non a caso domani, a Riccagioia, si svolgerà l’ennesimo tavolo dove si parlerà di turismo, l’ennesimo tavolo a cui siederanno ancora i soliti, quelli di EXPO 2015, chissà mai che questa volta, grazie anche alla presenza del Sig. Ministro Gian Marco Centinaio, non si riesca a passare dalle parole a qualche fatto.


Patrizio Chiesa – patriziochiesa@gmail.com
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