Cantina Torrevilla – “Carta della Valorizzazione e Vocazionalità” di Patrizio Chiesa. Lunedì 20 maggio sono stato invitato per una degustazione/incontro alla Cantina Torrevilla – Produttori Associati. Oltre ad apprezzare la produzione, particolarmente interessante è stata l’esposizione del Prof. Leonardo Valenti, con il supporto del Direttore Gabriele Picchi, che hanno descritto il percorso qualitativo che la Cantina ha intrapreso da qualche anno a questa parte.

Un percorso che, com’è intuibile, ha lo scopo finale di produrre vini di qualità, ma che inizia da lontano, che inizia, è proprio il caso di dirlo, dalla terra, un percorso che ha portato alla realizzazione di una “Carta della Valorizzazione e Vocazionalità” predisposta prima di tutto per il Pinot Nero e in seguito anche agli altri vitigni. Un lavoro meticoloso, ha spiegato il Prof. Valenti, che è iniziato con il censimento dettagliato dei vigneti dei 200 Soci distribuiti nei comuni da Retorbido sino a Mornico Losana e che comprendono circa un migliaio di particelle catastali a vigneto per un totale di circa 600 ha. Uno studio che è iniziato con l’analisi del terreno individuando la variegata morfologia distinguendo così le varie zone; la valutazione dell’esposizione, delle altezze, delle temperature e il censimento delle tipologie di vitigno, tutti questi dati hanno composto varie mappe che poi sovrapposte hanno dato come risultato una mappa dettagliata in cui è semplice interpretare dove ogni singolo vitigno esprime al meglio le proprie potenzialità.

Tutti questi dati sono stati poi inseriti in un database, che durante l’anno viene aggiornato direttamente tramite geolocalizzazione dagli agronomi ed enotecnici che periodicamente visitano i vigneti dei Soci, dalla potatura alla vendemmia, database che viene aggiornato anche con i dati delle analisi delle uve quando giungono in cantina prima della pigiatura, permettendo di monitorare in tempo reale l’andamento di ogni singola particella a vigneto. Questo ha permesso negli anni di giungere a definire dei parametri ben precisi sull’andamento vegetativo della vite, arrivando a stabilire, direttamente dalla Cantina, il giusto momento della maturazione delle uve ma soprattutto il momento ideale per vendemmiare, ottenendo così delle “masse” di prodotto uniforme, pur provenendo da zone differenti, che daranno origine ad una particolare tipologia di prodotto. Uno studio che nel tempo diviene una banca dati importante anche per i tecnici che si susseguiranno nella gestione della cantina negli anni futuri.

Uno studio indispensabile per una Cantina come quella di Torrevilla, ha spiegato il Presidente Barbieri, che avendo un considerevole numero di Soci, per ottenere un prodotto finale di qualità, deve aver ben chiaro la qualità dell’uva, in quali vigneti viene prodotta e con quali caratteristiche. Solo la conoscenza approfondita del territorio permette di produrre vini di qualità. Un percorso, ha rimarcato il Presidente, che prima di tutto ha previsto il coinvolgimento dei Soci che hanno dovuto necessariamente impegnarsi nel capire l’esigenza di un così imponente studio e cambiamento. Uno studio che nel tempo porterà alla “vendemmia perfetta” affinchè si possano ottenere dei vini di qualità superiore e costante annata dopo annata.

Dopo questa interessante spiegazione, che è a tutti gli effetti un progetto importante per l’agricoltura vitivinicola di tutto il territorio e che potrebbe essere adottato ad esempio anche da altre realtà, si è passati alla degustazione, una degustazione interessante con otto tipologie di base spumante, cioè quel vino che messo in bottiglia rifermenterà per diversi mesi, trasformandosi in uno Spumante Metodo Classico. Otto basi spumante, tutte da Pinot Nero, ottenute proprio dai primi studi appena sopra descritti, vinificando masse di uve provenienti da diverse zone, ma con le stesse caratteristiche ampelografiche. Il Prof. Valenti ha condotto la degustazione portando all’attenzione le caratteristiche e le peculiarità dei campioni, una degustazione molto tecnica più che sensoriale, che ha avuto il supporto di dati di analisi riportati nella tabella nell’immagine 1. I campioni sono stati degustati e descritti a coppia; il campione 1 e 2 per base per Spumanti Metodo Classico con una rifermentazione massimo di 36 mesi, il campione 3 e 4 per Spumanti da 36 a 60 mesi di tiraggio e l’ultima coppia di campioni per Spumanti Metodo Classico di Riserva e longevità.

Dopo la degustazione, anche se le condizioni meteo non sono state delle migliori, si sono visitate le vigne nella zona di Codevilla, nella località Mondondone, dove in vigna si sono potute riscontrare alcune peculiarità evidenziate dagli studi prima descritti. Prima di ritornare in cantina, a Torrazza Coste, si è visitato la Cantina di Codevilla, che all’inizio del ‘900 si è unita a quella di Torrazza Coste dando origine all’attuale cantina di Torrevilla. Il Presidente Barbieri ha guidato la visita puntualizzando che la cantina sarà oggetto a breve di una curata ristrutturazione e oltre al negozio, ospiterà il tiraggio e lo stoccaggio degli Spumanti Metodo Classico. Affascinante la Torre Vinaria, struttura in cemento armato brevettata e costruita negli anni ’60 dall’Enologo pavese, Emilio Sernagiotto, una delle poche ancora esistenti in Italia. Alta 25 metri, la costruzione si basava sul concetto di concentrare le utenze e razionalizzare la produzione; composta da quattro piani di vasche più il piano terrazzo ed il piano interrato, ogni piano è costituito da sedici vasche di raccolta, utilizzate per lo stoccaggio dei vini con i serbatoi disposti in serie come settori dell’anello perimetrale della torre, con una balconata circolare su più livelli che consente di raggiungere i singoli serbatoi e un lucernario centrale che assicurava la giusta ventilazione. Oggi è aperta al pubblico per visite guidate.

Rientrati in cantina, a Torrazza Coste, un leggero e gustoso pranzo ha concluso questa interessante visita. Durante il pranzo sono stati serviti diversi vini. Ho potuto apprezzare particolarmente un vino che ho sempre considerato una mia personale “seconda scelta” il Cortese. Un vino che mi ha impressionato per i profumi floreali, freschi ma soprattutto penetranti; anche in bocca non mi ha deluso, anzi ha confermato la prima sensazione olfattiva con un gusto fresco, con una buona acidità e una lunga persistenza. Ottimi lo Spumante Metodo Classico “Riserva 110” Nature e il Pinot Nero “Riserva 110” 2016 ma il vino che più mi ha colpito, perchè è una tipologia che assaggio – e bevo – sempre con estremo interesse, è stato il Riesling, un vitigno, un vino, che andrebbero giustamente rivalutati. Un Riesling Superiore 2018, della linea “La Genesia”; non essendo un degustatore esperto come sempre cerco di esprimere le mie sensazioni… al naso oltre ad essere pulitissimo, quello che voglio sentire nel riesling è la mineralità e qui si sente marcata, freschissima, dura, gradevolissima e penetrante. In bocca è asciutto, con una morbidissima nota salata – almeno per me – pieno ed avvolgente al palato pur mantenendo una straordinaria freschezza e persistenza. E’ anche un prodotto certificato BIO, come altri della Cantina Torrevilla, per me dettaglio anche trascurabile. Concludo con una considerazione personale. Com’è possibile che una Cantina, per di più “sociale”, non possa trovare un posto di rilievo nel Consorzio Tutela Vini O.P., quando invece trovano casa tanti imbottigliatori… ma forse la risposta sta proprio nella domanda stessa.

Torrevilla Viticoltori Associati Società Cooperativa Agricola
27050 Torrazza Coste (PV) – Via Emilia, 4
Telefono 0383.77003

www.torrevilla.itinfo@torrevilla.it

 

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