Cinzia Montagna

A Cinzia Montagna. Ci sono situazioni in cui si parla della provincia di Pavia e in questo caso dell’Oltrepò Pavese non soltanto per problemi da affrontare, ma per risultati positivi ottenuti da chi nel territorio vive e di cui dovremmo andare fieri, anche se non si tratta di aspetti commerciali ma culturali. Cinzia Montagna, che il nostro territorio lo conosce bene compreso quello del vino, che conosce benissimo, è fra i vincitori del Premio “Racconti nella rete” edizione 2019 organizzato da LuccAutori e il suo racconto “Quando l’Amilcare risorse” è il vincitore assoluto anche del Premio Buduàr. Nell’elenco dei premiati del premio che è alla 18esima edizione ed è uno dei più prestigiosi in Italia, Cinzia Montagna compare con l’indicazione “Pavia”, ma sappiamo che avrebbe potuto indicare “Asti”, dove ha una casa, oltre che in Oltrepò, o “Mantova”, dove lavora ed è presente da tanti anni. Ha indicato “Pavia”, e non ho bisogno nemmeno di chiederle conferma sul motivo, perché ostinatamente cerca di fare conoscere il territorio fuori da questo territorio che, al contrario, cerca di ignorarla. Questa cosa va detta: sul territorio di Cinzie Montagna ce ne sono state e ce ne sono, ma il territorio non le riconosce e qualcuna se n’è andata, stufa di avere a che fare con un comportamento che premia la mediocrità perché nella mediocrità i mediocri eccellono, si dicono “bravo” fra loro e intanto il territorio soffoca e non è percepito fuori dai suoi confini. Le conseguenze le vediamo: problemi sempre gli stessi da decenni, gente improvvisata, parole vuote, ma soldi tanti che girano senza dare risultati, meteore, gli amici di partito e via dicendo. Intanto le Cinzie se ne vanno, ma questa Cinzia finora resta e speriamo non si stufi anche lei.
Grazie, Cinzia! Patrizio.

Il racconto “Quando l’Amilcare risorse” di Cinzia Montagna (Pavia) è fra i 25 vincitori del Premio “Racconti nella rete” edizione 2019. Il premio, ideato e curato da Demetrio Brandi, è inserito nelle iniziative di LuccAutori , prestigioso festival culturale e letterario con un fitto calendario di appuntamenti e presenze a Lucca e in varie città italiane. Al racconto, pubblicato a questo indirizzo http://www.raccontinellarete.it/?p=38171 , è stato assegnato anche il Premio Buduàr, periodico on line che ha per sottotiolo “Almanacco dell’arte leggera”. Il racconto di Cinzia Montagna, insieme con quelli degli altri vincitori, sarà pubblicato in un’antologia dall’editore Castelvecchi con illustrazione di copertina di Bruno Cannucciari. La premiazione si svolgerà a Lucca il 5 e il 6 ottobre.

L’elenco completo dei vincitori del Premio “Racconti nella rete”: http://www.raccontinellarete.it/?p=39542

Ma chi è l’Amilcare e cosa ha combinato per avere così tanto successo? L’Amilcare è un uomo che un giorno muore ma che, in pieno funerale, torna in vita. Dopo la sorpresa, scattano da subito i problemi: in quanto morto, ma soprattutto essendo ri-nato una seconda volta, l’Amilcare non ha più Codice Fiscale valido, ad esempio. Non è nemmeno più iscritto al Servizio Sanitario Nazionale, non prende più la pensione dall’Inps e tutti i documenti della sua prima vita non sono più validi. Per la burocrazia è un non – vivo, pur essendo vivo e vegeto. La situazione paradossale nel racconto fa sorridere, anche per alcuni luoghi comuni che sono sottolineati, come la presenza al funerale di un cugino non benvoluto dal morto e che provoca nel morto rinato uno senso di rabbia, ma fa anche riflettere su quanto la nostra vita sia condizionata da certificati, documenti anagrafici, regole, norme e procedure formali. La conclusione del racconto, infatti, è questa: “Si riassettò la vestaglietta bianca con i fiorellini rosa e pensò che la morte, a volte, può essere complicata, ma mai quanto la vita”. Si può dar torto all’Amilcare? L’Amilcare intanto ha aperto da qualche giorno un profilo Facebook @lamilcare, a dimostrazione che virtualmente tutto è possibile, anche che un non – vivo parli.

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